Un nostro Tifoso, racconta ...

DELIA CALCIO, UNA PICCOLA NOBILE STORIA


Con quel po’ di materiale che mi ritrovo a disposizione provo a delineare in breve il cammino delle principali realtà calcistiche che Delia ha annoverato nella sua storia sportiva. Molti ricordano la nascita negli anni ’60 della gloriosa Petiliana di Giuseppe Cassaro soppiantata nel 1974 dalla fondazione della Gorgonia che per anni ha militato tra la Seconda e Prima categoria riportando risultati e prestigio sorprendenti per il nostro paese. Tra gli esponenti principali della Gorgonia della metà degli anni ’70 era la punta
Franco Vasapolli, centravanti di grande tecnica che lo resero noto a grandi club (di allora) come il Canicattì, militante in Promozione, categoria ben diversa di oggi. Un altro “artista” dei quella magica squadra era Totò Insalaco accompagnato dal fantasista Giuseppe Di Natale, giocatore eclettico e abile col pallone pur giocando da terzino. In porta spiccava la reattività di Luigi Lucchese, dotato di mezzi tecnici che lo portarono a militare nel Canicattì e nel Sommatino. A chiudere la rassegna troviamo Vito Culmone e Vincenzo Alaimo, ovvero forza e genialità di una squadra allenata dall’ottimo stratega Gino Gatto, professionista serio andato via da Delia parecchio tempo fa.
Nella stagione 1979-1980 la Gorgonia partecipa al campionato di Seconda Categoria e vengono alla ribalta in casacca rosso-blu giocatori di livello come il portire
Diana, le punte Lauricella e Petrantoni, si confermano in assoluto stato di grazia atleti come Marchese a centrocampo e Borzellino in difesa. Le basi di partenza per approdare per la prima volta nella storia in Prima categoria in pochi anni. Le prime avvisaglie si hanno a partire dalla stagione 1982-1983 dove una spumeggiante Gorgonia mette paura a compagini come il Villarosa (che vince il campionato), il Tavaca, il Caltanissetta e la Sommatinese battuta nel derby. La stagione si conclude con un ottimo 4° posto che proietta la squadra deliana tra le principali compagini nissene del campionato di Seconda categoria. Infatti l’anno successivo, stagione 1983-1984, la Gorgonia si gioca molte carte per rubare il primo posto al fortissimo Caltanissetta ed approdare in Prima. Purtroppo la promozione sfugge per due punti ed il terzo posto finale risulta un po’ come una beffa dopo aver tirato a lungo rimanendo tra i primi posti per tutto l’arco del campionato. Le soddisfazioni di quell’annata si raccontano tutte nei risultati “pesanti” che la Gorgonia infligge al Villapriolo (6-0 l’ 11-03-84), a Milena contro la squadra di casa (0-7 il 29-04-84) e soprattutto lo 0-0 del 6 maggio 1984 contro la capolista Caltanissetta per un derby scoppiettante. Formazione della Gorgonia in quella partita: Lucchese, Di Natale, Montana (46’ Macaluso), Stintone, Biliardo, Martello, Alaimo, Lo Brutto, Ambra, Mirisola, Pollara. La festa arriva la stagione dopo, sempre in Seconda, anno 1984-1985. Dopo un gran campionato culminato al secondo posto dietro il Naro, la Gorgonia si gioca lo spareggio promozione sul neutro di Licata contro il Gela il 14 giugno 1985. Purtroppo si paga dazio ai calci di rigore (3-2 il risultato finale), ma la festa arriva ugualmente perché il ripescaggio estivo permette alla Gorgonia di disputare il suo primo torneo di Prima categoria della sua storia, un evento importante per tutta Delia. La formazione scesa in campo contro il Gela nello spareggio promozione è: Giovenco, Selvaggio, Bellina (48’ Vilardo), Mantello, Ansaldi, Barese, Pollara N, Vilardo, Di Marco, Ambra, Anelli (80’ Pollara F).
Il campionato 1985-1986 di Prima categoria rappresenta soprattutto una vetrina importante per tanti giovani deliani anche se alla fine il risultato della squadra è pessimo. Da matricola si paga l’inesperienza e dunque la retrocessione con ultimo posto finale e 19 punti raccolti in totale (la vittoria era da 2 punti). La gara inaugurale di Prima categoria si gioca a Racalmuto il 22 settembre 1985 terminata con una sconfitta per 1-0 che apre la strada al fallimentare girone d’andata chiuso con soli 5 punti in cascina. Il ritorno sembra promettente a cominciare proprio dalla vittoria per 2-1 sul Racalmuto, nel giro di poche partite la Gorgonia fa del proprio
campo un fortino inespugnabile dove costruire la salvezza. Cadono in ordine la Barrese (3-2), il River Platani (2-1), il Branciforti (2-0), il Casteltermini (1-0) ma proprio sul più bello, quando i tifosi stavano pregustando una salvezza che sapeva tanto di miracolo, ancora una volta il Gela, vice capolista, si mette sul destino della Gorgonia; penultima di ritorno, Gorgonia-Gela, 11-05-1986, solo una vittoria permette ai rosso-blu di giocarsi la salvezza all’ultima giornata. Purtroppo gli ospiti passano per 1-2 condannando la Gorgonia alla retrocessione matematica in Seconda.
Il ritorno in Seconda categoria porta la squadra a giocarsi campionati anonimi fino alla chiusura del decennio.
All’inizio degli
anni ’90 la Gorgonia rigetta le basi per un pronto ritorno in Prima categoria. Il 1992-1993 porta all’8° posto migliorato l’anno dopo con la 7ma piazza finale al termine della stagione 1993-1994. Si capisce subito che qualcosa sta cambiando all’interno della società e il campionato 1994-1995 ne è la testimonianza. La squadra parte con l’intento di migliorare il 7° posto della passata stagione ma il torneo comincia male, due sconfitte su due gare (1-2 contro la Mazzarinese e 4-1 contro la Trinacria). La svolta sopraggiunge il 16 ottobre 1994, la partita vinta contro il Favara per 1-0 apre la strada all’inaspettata serie di vittorie anche schiaccianti che porta la Gorgonia al primo posto in condominio con l’Atl. Caltagirone e a giocarsi le proprie possibilità di promozione diretta. Dunque all’ultima di campionato basta solo la vittoria ed il 7 maggio 1995 la gorgonia fa impazzire il paese battendo la Libertas Riesi per 5-1 e conquistando un’inaspettata promozione in Prima categoria, è il trionfo.
La paura della prima esperienza datata 1985 è grande, la voglia di lottare per la salvezza è ancor più grande. La matricola Delia da temibile diventa terribile nel corso del campionato. Ci sono squadroni come il Palazzo Adriano (che vince il campionato), l’Aragona, il Campobello, il Misilmeri e
soprattutto il Sommatino e la Pol. Canicattì, i nostri cugini preferiti. La Gorgonia parte bene e fa del “pareggio” l’arma vincente per costruire una salvezza meritata con 7° posto finale e la ciliegina della vittoria nel derby contro il Sommatine il 17 marzo 1996: Gorgonia - Sommatino 1-0, formazione locale: Rampello, Drogo A, Palermo, Maddalena, Drogo F, Di Matteo, Rumeo (74’ Perticone), Caramanna, Rizzo, Sardo, Parello.
Purtroppo quando il bello doveva arrivare la stagione successiva, la seconda consecutiva in Prima categoria, anno 1996-1997 è ricordata come le più amare della storia calcistica deliana. La squadra è giovane e l’inesperienza porta ad una retrocessione diretta con
ultimo posto finale, 9 punti (la vittoria è da 3 punti) e ben 102 gol subiti come si evince dalle parole di Lillo Montebello durante l’ultima partita giocata contro la Barrese (persa per 2-8 in casa il 18-5-1997): “Al 47’ la Gorgonia subisce il gol numero 100. Smentiti gli scettici che dubitavano sul cinismo suicida dell’undici deliano. Il tiro al bersaglio della Barrese conclude un anno di calvario per i deliani. Resta da consolazione il fatto che la giovane dirigenza è riuscita ad onorare fino all’ultima giornata l’impegno”. E proprio con il 1997 si chiude il decennio fino al fallimento e alla rinascita nel 2000 di una nuova società sotto nuova denominazione. Il 1998 muore la vecchia Gorgonia all’età di 23 anni passati a giocare tra i campi di mezza Sicilia tra gioie e dolori, tra vittorie e sconfitte, tra promozione e retrocessioni. L’era della Gorgonia e di Delia tutta, si chiude per sempre.
Il 2000 è la speranza e nuovo presidente Fazio è la certezza. In poco tempo riesce a fondare una nuova società giovane che punta sui giovani locali. Nel 2001-2002 si riparte dalla Terza categoria sotto il nome di Sonsy Delia. Il campionato viene stravinto ma la società rifiuta il passaggio in Seconda. L’anno dopo, 2002-2003, il presidente Fazio
ricambia la denominazione in A.S. Delia 2002. Si continua sempre in Terza categoria ed i risultati non mancano. Dopo la sconfitta iniziale in casa per 0-1 contro il Real Suttano (3-11-2002), il Delia comincia a macinare gioco vincendo dovunque ed approdando al 1° posto nuovamente. Stavolta però i soldi ci sono e la voglia anche; si ritorna in Seconda categoria dopo 5 anni di assenza. Vengono fuori nomi e volti nuovi di giovani promettenti che si misureranno nella categoria superiore. Il 2003-2004 è un anno, si pensava, di transito per costruire le basi per una pronta risalita in Prima. La squadra viene affidata ad Impero Ferrara, vengono ingaggiati atleti come il portiere Di Pasquale, i difensori Vendra, Culmone, La Rizza, i centrocampisti Genova, Sanfilippo, Perticone, il “vecchio” Giuliana, gli attaccanti, valenti, Di Maria, Strazzeri e Giordano. Una squadra con ottime individualità ma imbottita di tanta inesperienza che pagherà a duro prezzo. Infatti la stagione si apre male e finisce peggio. Un solo punto nel girone di andata ma ben 18 in quello di ritorno. Ancora una volta si pensava ad una salvezza miracolosa ma all’ultima giornata la sconfitta al ‘90 del 4 aprile 2004 a Valledolmo per 2-1 sancisce la definitiva retrocessione in Terza categoria. Restano nella memoria le belle vittorie contro il Cianciana per 5-2, a Milena per 0-3, a Realmonte per 1-4, in casa per 2-1 contro il forte Alessandria della Rocca.
La Terza categoria della stagione 2004-2005 risulta essere la seconda morte del calcio deliano. Solo quattro partite giocate, tutte perse e relativa rinuncia a presentarsi in campo. Il delia 2002 da poco nato, viene irrimediabilmente radiato dopo la quarta rinuncia e la giusta ammenda da pagare nei confronti della LND.
Il 2008 è l’anno della rinascita è la
Real Petilia dopo quattro anni di oblio riporta il calcio a Delia e soprattutto il tifo, quello vero dei gloriosi Viking che rappresentano un lusso per la categoria. Forza Ragazzi continuate così .

GIUSEPPE PETRANTONI